i segreti dell’acqua

dall’acqua fredda ho saputo…

senti… si sta sgelando la traccia. hai notato? come un vento che soffia a ripetute riprese, il soffio del nostro destino sta portando la primavera nella nostra vita. non è facile, ma in fondo è inevitabile. la realtà del diritto di essere. ma ora… devo allenarmi un pochino. faccio un giro… ne riparliamo più tardi.

e intanto il tempo passa… non ho le antenne per vederti, non so se riesco a piacerti…. la collaborazione che mi manca e il freddo della solitudine che stanca. non ci si può fermare a questo. c’è un fiore qui vicino…. ma è subito ghiacciato… quel nuvolone esalato…. ma guarda… non è neve spelacchiata, quei ciuffi d’erba… ne è nata una fatina…. la spensieratezza è un’ebbrezza che cerca collaborazione…. nascono i fiori, anche se non piove.

sei tu? chi è stato? l’inverno ha di nuovo imposto il suo bastone ghiacciato. voleva collaborare? non si è capito… qual’è stato il motivo? sembra aver esposto un invito… sembra il tuo cuore piegato dal freddo della festa di tua sorella… un giorno di troppo lungo una vita. nella contesa di un’esistenza finita nel congelatore in sospeso. dove tutto è centellinato e difficile, faticoso, egoista. cerchi riposo? scrollare… non si nota nemmeno… e intanto che ti parlo e sparisci l’albero della vita rinasce… tutto sembra essere andato a posto e loquace. la magia dell’amore… ma manca qualcosa… nel grande stupore. sono sola.

ti ho trovato e poi sei sparito. ero come una piccola zoccola ribelle… contro il vento della tristezza ma senza bretelle di salvataggio. mi era rimasto solo un dente. come una pezzente. manca l’ingaggio, si specchia in un cartone animato. non c’è il gioco. e quasi non ne posso più. il mio equilibrio psicofisico è crollato e poi si è rifugiato in una fantasia. quello sxmatozoo che non ammiro, neanche in fase sperimentale, quei soldi che non ho, nonostante il vestitino solare. e la libertà di scegliere e lavorare. come un giocattolo sotto l’albero di natale, che aspetta… una briciola anomala, che cerca pollinico e la propria strada, sperando di non farsi notare, di nascosto dai giganti dell’egocentrismo… eccentrici come uova soda bollenti che scottano se vengono toccati. e qualche altro salvadanaio non meglio identificato. magari in forma di regalo. economico ma scintillante. un sole che pare un riccio spinoso. il paradosso e l’abitudine a mimetizzarmi come un coso.

dall’acqua calda ho saputo….

Tintoretto, ad esempio, era soprannominato “Il furioso“, per i suoi colori violenti e pastosi, per l’energia prorompente che emanano le sue opere e per le luci inquiete che illuminano la scena in composizioni spesso monumentali e drammatiche
Lo stile dei suoi dipinti è inoltre caratterizzato da un uso esasperato (e a volte ardito) della prospettiva, che conferisce alle opere una profondità quasi innaturale che colpisce immediatamente l’osservatore..

Per aggiudicarsi l’incarico di decorare pareti e soffitto della Scuola Grande di San Rocco, nel 1564, vennero invitati i migliori artisti veneziani e fu chiesto loro di presentare entro un mese le loro proposte. Quando, alla scadenza del periodo pattuito i committenti si riunirono per decretare il vincitore, si accorsero che Tintoretto aveva già installato al centro del soffitto una versione a colori e a grandezza naturale del suo progetto. I committenti in un primo momento si indignarono per quella mossa considerata poco leale, ma restarono così folgorati dalla bellezza dell’opera e dalla rapidità di esecuzione che decisero di affidargli l’incarico, senza neanche valutare le proposte degli altri concorrenti

ricordi? avevi un sogno, volevi diventare un artista di fama. quell’intenzione nelle mani, quel senso estetico per le espressioni i particolare. la capacità di comunicare nonostante il silenzio, l’ispirazione, l’affiatamento. ma poi è successo il casino. quella sovreccitazione incontrata sul fare egoista della strada arrabbiata. un arricciatura al cemento solo preoccupante, nulla di espressivo né di importante… dal punto di vista del lavoro. ma anche una trasgressione ingiusta, cattiva. una tristezza lacera di impronte che sfondano senza cognizione di causa. dal risultato sparuto e sproporzionato, allo sbando, senza collaborazione. un tratto come una dilatazione spaziotemporale scivolata assurdamente nella realtà, che potrebbe anche non esserci. eppure…

ma c’è qualcosa che si può fare per reagire. nell’equilibrio dell’arte. Tintoretto sapeva dipingere, sapeva lottare. i suoi quadri raffinati, dai contorni incontraddicibili, dalla stampo non casuale. e quel gioco di assonanze, la profondità nel quadro. se contesa doveva essere… sapeva dare risalto, gestire lo smalto, in modo tale da restituire speranza e gusto all’accozzaglia. sapeva emergere dagli intrighi, gestirsi i tratti minimali. per esprimere il proprio sentimento, per gestire l’organizzazione. un grande, che non si faceva lasciare in mutande.pensa… nella contesa il genio. non un mostro. un artista. nonostante l’impatto dell’impiastro, la filosofia del comunicare. il rispetto. non violenza. ma segni riconoscibili di proporzioni vivibili. come l’impeto del fuoco, il soffio dell’aria che accarezza e toglie protagonismo allo starnuto, l’acqua che scioglie il colore e non travolge nel casino di un moto ignoto, la terra concreta che sostiene… nonostante il fango dell’ingiustizia.

pensa… il diritto di cronaca. qualcosa contro la violenza. l’empatia dei fatti. il rispetto nelle immagini di un movimento che è stato e che può essere relativizzato. nel bene o nel male. per essere capito, compreso. per essere superato. devi riuscire a sbloccarti. a liberarti e trovare l’equilibrio del tuo linguaggio. devi riuscire a mettere in conto l’ironia della sorte e non farti imporre i gusti dagli altri. smaglianti dal pressing di un gioco fatto di inconsapevole arrivismo portarti nella direzione, nella proporzione, nel rispetto della tua volontà, della tua scelta. il gusto non è un intruso. e i sogni non sono sempre desideri.devi riuscire festeggiare. esiste l’amore? io chi sono? e tu?

in confronto all’apprensione di chi centellina… non capisco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...