un progetto di collaborazione

Lo spazio e la gravità sono altri temi ricorrenti in Saraceno. Il suo progetto Cloud City presentato nel 2011 all’ Hamburger Bahnhof di Berlino era ispirato a cupole geodetiche di  Buckminster Fuller e ai fantastici giardini sospesi di Alex Raynold. 

L’installazione consisteva in Diverse sfere, simili a gigantesche bolle di sapone con all’interno piante e piccoli giardini. Alcune erano sufficientemente grandi da permettere al fruitore di entrare e vivere un’esperienza di sospensione.

la fluttuazione di spazio e tempo, l’astrofisica del cosmo che si riproduce nell’ambito delle relazioni delle persone. un programma quasi come uno sport, un misto di coordinazione di energie e risorse, e significati testuali a scanso di versacci.

produzioni opinioniste e versioni interpretative, attualizzazioni piuttosto che attese… basisti e intonazioni che producono movimenti dell’attenzione diversi, a seconda delle scelte e degli obiettivi. prestazioni, valori, dimensioni e senso delle proporzioni che si relativizzano nelle intenzioni e si esprimono nella percezione e gestione del linguaggio.

qualcosa che si produce e drammatizza come nelle installazioni di Saraceno, un artista argentino contemporaneo. il senso di collaborazione, che cos’è? collaborazione non è confusione. il rispetto del gusto e il progetto bio dell’inconscio collettivo che si emancipa. consapevolezza e concreto si intrecciano con il senso del sogno indiscreto. creativamente.

quella bolle, quelle veline fluttuanti, sospese a mezz’aria. tra interazioni no globish e avventure interiori. tutto è relativo. una questione psicofisica, fatta di reazioni corporee e idee, sentimenti, sesso.

la verità è uguale per tutti, ma la percezione dei fatti è soggettiva. così come l’espressione. c’è chi scrolla e chi no, non tutti sono disposti a scegliere per quel verso. ma rimane fondamentale l’interazione tra le persone. ogni verso chiama, le risposte sono molteplici. l’interazione del soggetto produce vettori sociali che si muovono con le azioni della gente. il senso è variabile a seconda degli impulsi prodotti.

così l’esperienza insegna. chi è violento non ha il diritto del protagonismo, è una questione etica di rispetto che vuol dire anche non rovinare il lavoro altrui. la strada non è un centro di frequenze controllate a sistema dal conformismo nello sparuto tentativo di difendersi. la coscienza orienta, spesso non c’è bisogno di controllo. ma abbiamo un problema. non si tratta di un parco giochi a tema. piuttosto di una realtà apparentemente invisibile che ha qualcosa di impassibile. le proporzioni di un verso… non è indicato, come gestirsi un gesto cos’ escluso dal proprio programma? non siamo persone che scrollano. ma qualcuno, invece, ostenta a nostre spese. l’estetica di un trastullo che diventa trasgressione intransigente. un’impostazione a programma che ci strizza. non si tratta di un ammiccamento coccolone, o sexy…. ma non lo vogliono capire.

la gente non lo nota… meglio così. ma quelli… un caricone ostinato assiduo e capriccioso. una cadenza continua che rimbalza dalla nonna vedova alla sorella querula, dall’escort scarenzona al fratello poco alla buona. non strombazza, non avverte. è come se non esistesse. ma evidentemente produce una traccia sproporzionata e scomoda, molto irritante, difficile da gestire e da contenere. una cosa straniante. bisogna trovare rimedio.

nelle bolle di saraceno, crescono piantine che vogliono dire ossigeno, cibo e futuro. anche il vento fa la sua parte. ma soprattutto è l’impegno della vita che accompagna anche l’arte. ci vuole coraggio, niente ficcanaso o movimenti organici frenati da fantasmagorici invasati. nulla da paragonare con l’ascesi o lo scorrere dell’acqua pura. l’innocenza, piuttosto…. un consiglio da imporre. il toccasana guida. non siamo uno stereo. dobbiamo emanciparci… il rispetto della misura, la pace della struttura. dobbiamo organizzare in modo tale da proteggerci. il resto è storia….

le opere di saraceno sono sostanzialmente bolle, eventi globish. la mia idea è un’altra. no globish, più interattiva, meno individualista. non monadi di senso, ma dialogo. l’artista crea spettacolo, io cerco giustizia, etica. la sua…. un’idea da sviluppare. la nostra…. una trappola da sfondare. magari arriveremo a conquistare la libertà e i materiali per una risposta logica secondo il nostro punto di vista. più sensibile al sentimento.

mi piacerebbe

massimo rispetto. intanto che arriva la sera e il sonno avanza, per proteggere la memoria. un motivo di conforto in cerca di collaborazione. ne abbiamo diritto siamo persone oneste.

collaborazione…. un obiettivo fondamentale.

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